| Chartervichi | ![]() |
Anzio Anzio faro | 41°26',62 N 41°26',68 N | 12°38',38 E 12°37',35 E | Nettuno Foce Verde | 41°27',15 N 41°24',70 N | 12°39',60 E 12°48',87 E | Rio Marti Torre Pa. | 41°22',80 N 41°14',78 N | 12°55',15 E 13°02',25 E |
Le Isole Pontine
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La costruzione delle case per i coloni, soprattutto per la zona del porto vicino alla parte "nobile" del paese, non venne lasciata al caso, ma inquadrata all'interno del "ben regolato" piano progettato da Winspeare. Si tratta di una serie di case con funzione puramente abitativa, situate con molta probabilità dove attualmente è la strada della Madonna che sale dal paese al cimitero, entrambi interventi che nella seconda metà dell'Ottocento alterarono l'intero assetto edilizio della zona "dirimpetto alla Torre".La tipologia delle abitazioni comuni è simile sia a Ponza che a Ventotene: case a schiera con copertura a lamie a pianta quadrata. Elementi tutti importati, assieme all'uso dell'arco e della scala esterna, dalle analoghe forme edilizie dei luoghi di provenienza dei primi coloni ponzesi: Ischia, Procida, Torre del Greco. Sul vano in muratura, un vero e proprio cubo, è impostata la volta che può essere a botte o a specchio, l'incrocio cioè di due mezze botti con la sommità in piano. |
In alcuni casi l'altezza della volta, all'interno, arriva fino a cinque metri. Per costruire le coperture a lamie venivano usate le centine che, a lavoro finito, venivano rimosse.Questo tipo di abitazione era già un segno di distinzione sociale per quei coloni che avevano potuto restituire alle casse Allodiali il prestito a lungo termine e rateizzabile della "calce e bocche d'opera" per la costruzione della casa. Ai coloni arrivati per ultimi o comunque più poveri non restava invece che "…incavarsi o accomodarsi qualche grotta"Come ricorda il Tricoli. Ed è questo il secondo tipo di abitazione ponzese: la casa - grotta o "casa - tartufo", costruita sfruttando la naturale conformazione naturale del terreno.Il problema della riutilizzazione o di scavo ex - novo delle grotte si presentava quasi quotidianamente ai due soprintendenti ai lavori della colonia Winspeare e Carpi. Nel 1790, per esempio, Francesco Carpi nega a Giovanni Russo l'autorizzazione a "…incavarsi una grotta nel proprio territorio… |
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