Chartervichi Anzio          Anzio faro   41°26',62 N 41°26',68 N  12°38',38 E 12°37',35 E Nettuno      Foce Verde 41°27',15 N  41°24',70 N 12°39',60 E  12°48',87 E Rio Marti Torre Pa. 41°22',80 N 41°14',78 N 12°55',15 E 13°02',25 E

Le Isole Pontine

In una mappa delle fortificazioni militari di Ponza il fulcro strategico difensivo dell'isola era necessariamente il porto e l'area circostante. La particolare conformazione collinosa di Ponza, inoltre, consentiva di sfruttare ai fini difensivi le "strutture" messe a disposizione dalla natura. Oltre alla cilindrica "Torre del Giudicato" che difendeva proprio l'imboccatura del porto e che venne rasa al suolo da un'incursione dei turchi nel 1635.
La Torre di Ponza venne fatta costruire su ruderi romani da Alfonso d'Aragona, che fra il 1479 e il 1481, concesse in enfiteusi perpetua le isole ad Alberico Carafa duca di Ariano, ad Antonio Petrucci conte di Policastro e ad Aniello Arcamone conte di Borelli con l'impegno che edificassero a Ponza "….La Torre dominante la baja…". Alfonso d'Aragona, inoltre, "…fra le moltissime provvidenze ordinò il ristabilimento de Torrieri e Castellani in Ponza, i quali all'ufficio di Guardare la Torre che quivi esisteva a difesa del porto, aggiungessero la facoltà di Governatore dell'isola….".
Nasce così il primo nucleo del futuro centro abitato dell'isola. I documenti successivi confermano, infatti, l'esistenza a Ponza di una Torre quadrata, in cattive condizioni perché spesso si segnala la necessità di restaurarla. Anch'essa fortemente danneggiata dall'incursione turca del 1635, la Torre venne restaurata nel 1770 sotto la direzione del Maggiore D. Benedetto Rezzano. La maggior parte delle costruzioni difensive di Ponza data al periodo dell'occupazione napoleonica in Italia nei primi decenni dell'Ottocento, quando il controllo dell'arcipelago Ponziano diventò un punto strategico - militare di importanza internazionale. La prima di queste fortificazioni fu la cosiddetta "Batteria Leopoldo", eseguita nel 1808 per ordine del Principe di Canosa. La collocazione della Batteria Leopoldo dietro la Caletta, ad un livello più basso rispetto alla Torre, aveva lo scopo di salvaguardare l'ingresso del porto, riprendendo da una diversa posizione l'antica funzione della demolita Torre del Giudicato. Dal 1860, quando con la caduta del governo borbonico venne tolto da Ponza il presidio di terra, la Batteria Leopoldo rimase disabitata. Sullo scorcio dell'Ottocento l'intera costruzione venne abbattuta per consentire l'ampliamento del cimitero.

Identica funzione aveva il fortino sullo scoglio della Ravia detto il Fortino Bentinck dal nome dell'allora Comandante della spedizione anglo - siciliana, Lord William Bentinck, al quale si deve il progetto e la realizzazione della maggior parte delle fortificazioni di Ponza. Fra le altre fortificazioni predisposte per ordine di lord Bentinck fra il 1808 e il 1813 va segnalato "… un Ospedale - forte con trinceramento a due pezzi di cannoni, tuttavia detto il Campinglese, in eminenza centrale dell'isola…" (Tricoli). La zona ha mantenuto la denominazione di Campo Inglese nonostante il fortilizio non esista più.

Gli unici forti all'interno dell'isola ancora in piedi, anche se in pessimo stato di conservazione, sono Forte Papa e Forte Frontone. Quest'ultimo, sul promontorio accanto alla spiaggia omonima, venne costruito nel 1813, a difesa dell'accesso orientale del porto di Ponza. La più antica delle fortificazioni di Ponza dopo la Torre è però Forte Papa, fatto costruire per volere di Ferdinando IV di Borbone nell'ambito dei lavori per la fondazione della nuova colonia di Torresi a Le Forna nel 1772. L'inaccessibilità del luogo da terra è documentato da un'incisione del Mattej del 1857, mentre l'aspetto odierno del forte denuncia una volta di più lo stato di degrado sia dell'edificio che del passaggio circostante, dove era la miniera di bentonite.