| Chartervichi | ![]() |
Anzio Anzio faro | 41°26',62 N 41°26',68 N | 12°38',38 E 12°37',35 E | Nettuno Foce Verde | 41°27',15 N 41°24',70 N | 12°39',60 E 12°48',87 E | Rio Marti Torre Pa. | 41°22',80 N 41°14',78 N | 12°55',15 E 13°02',25 E |
Archivio Fotografico
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Antica foto del porto romano |
Burrasca al porto romano |
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Dopo la caduta dell'impero romano, solo una timida presenza di monaci benedettini, poi sostituiti dai cistercensi, abita un'isola considerata improduttiva dai suoi molti padroni che si sono succeduti nel tempo. Soltanto nel 1731, con la morte dell'ultimo dei Farnese, l'isola passa piano piano sotto il dominio dei Borboni, che gettarono i presupposti per una sua nuova urbanizzazione. Nel 1768, sotto Ferdinando IV, si diede il via ad un progetto organico di urbanizzazione dell'isola affidato a due illustri tecnici: Antonio Winspeare e Francesco Carpi. |
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La
città borbonica si sviluppò intorno ai due edifici simbolo del potere:
il Castello e la Chiesa di S.Candida. Per entrambi furono pensate due
belle vie di accesso: al castello ci si sarebbe arrivati tramite una via
carrabile che, sovrastando l'antico camminamento romano, avrebbe percorso
in salita ed in modo concentrico il Pozzillo per poi sbucare nella Piazza
del Castello. |
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Alla chiesa ci si sarebbe arrivati invece tramite una scenografica serie di rampe che dal Porto Romano avrebbe raggiunto la Piazza Chiesa. |