Chartervichi Anzio          Anzio faro   41°26',62 N 41°26',68 N  12°38',38 E 12°37',35 E Nettuno      Foce Verde 41°27',15 N  41°24',70 N 12°39',60 E  12°48',87 E Rio Marti Torre Pa. 41°22',80 N 41°14',78 N 12°55',15 E 13°02',25 E

Le Isole Pontine

 

La Sfida Sottomarina

          In questi fondali, prima lo sport, poi l'esplorazione hanno avuto uno spazio grandioso ove svilupparsi e dove offrire spunti di ricerca a non finire. L'Arcipelago è punteggiato da altre isole, ancora in gran parte sconosciute e da scoprire: le sommerse isole d'acciaio, i relitti di navi perdute nel tempo delle due guerre mondiali. Il relitto del " Corriere di Ponza ", silurato da un sottomarino tedesco il 21 Marzo 1918, nel mare di Zannone e lo scafo spezzato del piroscafo " Santa Lucia ", affondato presso Ventotene il 24 Luglio 1943, da aerosiluranti inglesi. Sono quelle due navi perdute che giacciono ancora fuori dal raggio d'esplorazione subacquea, eccitano e provocano la fantasia dei ricercatori. E' invece ben noto il relitto di una nave da trasporto Liberty, americana, affondata durante la tempesta del Marzo 1944 presso la costa di Ponza, davanti a Punta del Papa. Era in viaggio verso Napoli per il trasporto, da Anzio, di prigionieri di guerra tedeschi. Sorpresa da una tempesta, con equipaggio ed ufficiali un pò troppo allegri per la circostanza, nei pressi della costa settentrionale, venne gettata contro gli scogli di Ponza colando a picco rapidamente. I prigionieri, fatti uscire dalla stive in cui erano tenuti, si salvarono, così come l'equipaggio e la scorta. Alleati e tedeschi ottennero, poi, assistenza dagli isolani, mentre la nave finì con lo scomparire  ove ora giace a venticinque metri sul fondo. Meta continua di visite subacquee , la conosco, ormai, da quarant'anni e ne seguo con emozione il suo lento mutarsi. Da scheletro morto d'acciaio , in scogliera viva di questo mare coperta dalle infinite forme di vita che vi sono incrostate. Tana per colonie di saraghi e piccole cernie, che quì hanno nascondigli inviolabili. Disteso com'è al centro di un oceano antico, quale è il Tirreno, l'Arcipelago Pontino non poteva non offrire anche il suo contributo all'archeologia sottomarina ed infatti nel 1985 due ponzesi Silverio Mazzella e Roberto Calò, hanno localizzato i resti di un relitto di una nave oneraria romana carica di anfore al largo della secca dei Mattoni. Il recupero ha così offerto agli studiosi il tesoro di oltre settanta anfore in perfetto stato, conservate, oggi, nelle sale del Comune.