| Chartervichi | ![]() |
Anzio Anzio faro | 41°26',62 N 41°26',68 N | 12°38',38 E 12°37',35 E | Nettuno Foce Verde | 41°27',15 N 41°24',70 N | 12°39',60 E 12°48',87 E | Rio Marti Torre Pa. | 41°22',80 N 41°14',78 N | 12°55',15 E 13°02',25 E |
Archivio Fotografico
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La
piccola Zannone potrebbe sembrare la meno spettacolare fra le isole.
Eppure anch'essa diventa una sorta di pietanza prelibata se i tre
principali ingredienti, barca, mare e sole, vengono mescolati nel momento
e nelle condizioni piu' opportune. Iniziamo dalla barca. E' meglio che sia
un gozzo di pescatori, solido, sicuro dalle linee tradizionali, ma basso
di bordo per apprezzare di piu' il secondo elemento della ricetta: il
mare. |
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Terzo
elemento: il sole delle prime ore del pomeriggio, che riscalda i toni ocra
e marrone delle pietre e ammorbidisce il verde della macchia mediterranea.
E' in queste condizioni di mare e di sole che a nostro avviso si gode
meglio della bellezza di Zannone, percorrendo il suo perimetro a bordo di
una piccola barca guidata con perizia tra passaggi spumeggianti e
mozzafiato tra gli scogli, esplorando con lo sguardo le pendici dell'isola
alla ricerca di movimenti che annullino il mimetismo d'isolati mufloni
intenti a brucare. |
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La
macchia mediterranea, con rosmarino, erica, euforbia ci accompagna lungo
le rocce vulcaniche erose dal versante sud-ovest fino alle Grottelle. Dopo
lo Scoglio Monaco, un tufo smangiucchiato dal mare in cui e' difficile
raccogliere quelle sembianze di un frate che qualcuno vi deve aver visto,
e proseguendo verso Punta Levante, affiorano le preziosita' geologiche di
Zannone. Rocce metamorfiche antichissime, forse risalenti a circa 300
milioni d'anni fa, completamente diverse, come storia e come origine,
dalle altre, vulcaniche, presenti sull'isola e in tutto l'arcipelago.
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Dalla
Punta del Lauro a Capo Negro, si susseguono altri spunti d'interesse: la
ricca vegetazione di lecci, allori, erica e ginestre efedroide, alti
strati rocciosi di calcari e dolomie affioranti, Cala Marina e la piccola
cala detta Ceca dei pesci, in cui in passato i pescatori facevano
raggruppare banchi di pesce da catturare in una sorta di
"mattanza" incruenta. Da Capo Negro, verso il Faro e oltre
scopriamo altre rocce sedimentarie, calcari grigi d'anni con sopra
arenarie, marne scure e altra vegetazione. |
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I
lecci, alcuni vecchissimi, accompagnati da corbezzoli, olivastri e
alaterni formano un intreccio folto e impenetrabile, un alto "forteto"
- cosi' si definisce la macchia mediterranea piu' folta e rigogliosa -
destinato, con la protezione assicurata dal Parco Nazionale del Circeo, a
diventare forse una vera e propria foresta sempreverde. Il giro
dell'isola, breve, si conclude tornando al Varo. Zannone non ha ridossi
apprezzabili e chi naviga, se il tempo non e' piu' che bello, deve far
base a Ponza, nel porto o in rada. |